Rischia di annegare, salvo grazie al 118 e alla catena della sopravvivenza

Giovane rischia di annegare, salvo grazie all’intervento tempestivo della medicalizzata 118 di Cagliari ma anche grazie alla cosiddetta “catena della sopravvivenza”, dove il cittadino non è un semplice spettatore, ma il primo anello fondamentale del soccorso. La cronaca nell’articolo che segue.

rianimazione cardiopolmonare

Oggi raccontiamo di un episodio accaduto lo scorso 25 agosto 2026, al Poetto di Quartu che ha coinvolto la nostra Mike 150 con a bordo un medico, un giovane specializzando in anestesia, un’infermiera e l’autista soccorritore.

L’intervento si può riassumere così:  L’allarme della Centrale operativa di Cagliari scatta alle 16. C’è una rianimazione cardiopolmonare in corso presso lo stabilimento balneare dei vigili del fuoco di Quartu sant’Elena. Il mezzo di soccorso avanzato Areus si precipita sul posto. L’equipe esegue le manovre di rianimazione avanzata ALS (Advanced Life Support) e dopo qualche minuto il cuore fermo di questo giovane riprende a battere, dopo una scarica e due dosi di adrenalina. Oggi il ragazzo, trasportato in codice rosso al Pronto Soccorso del Brotzu, sta bene.

Una storia a lieto fine grazie non solo all’intervento tempestivo del team della medicalizzata 118 ma anche di una catena umana che è intervenuta immediatamente negli stessi istanti in cui accadeva l’evento.

Cosa è successo prima dell’intervento del 118 in base al racconto dei presenti:

Una coppia di turisti francesi che avevano noleggiato un pedalò, a causa del maestrale perdono il controllo del mezzo e si buttano in acqua. A questo punto la situazione precipita perché mentre la ragazza riesce ad aggrapparsi ad una boa, il ragazzo entra in difficoltà, inizia ad annaspare e a affondare. Un vigile del fuoco, fuori servizio, vede la scena e li raggiunge a nuoto e con lui il bagnino dello stabilimento. Fortunatamente negli stessi istanti, anche un uomo su un gommone che si trovava nelle vicinanze, vede la scena e va a soccorrerli, e una volta raggiunti carica tutti sull’imbarcazione. Ed è proprio in quel momento che il bagnino salito a bordo del gommone riconosce nel giovane i sintomi di un possibile arresto cardiaco, non ci pensa due volte e inizia subito il massaggio cardiocircolatorio. Giunti a riva la catena dei soccorsi si intensifica. Intervengono altri vigili del fuoco lì in vacanza che prontamente sostituiscono il bagnino nelle manovre rianimatorie fino all’arrivo, da lì a poco, dell’equipe della medicalizzata 118 che prende in carico il paziente e lo stabilizza con i protocolli avanzati.

Un episodio a lieto fine grazie al soccorso sanitario pubblico 118 ma soprattutto grazie alla cosiddetta catena della sopravvivenza, soccorritori non professionisti e semplici cittadini intervenuti prontamente, scongiurando danni peggiori per il ragazzo.

“Tutti si sono prodigati a dare una mano al personale 118 per non interrompere mai le compressioni toraciche e addirittura, quando il ragazzo ha ripreso vita, aiutandoci a trasportarlo con il telo fino all’ambulanza, da cui poi siamo partiti verso il Brotzu” spiega il medico di Areus.

Una sorta di “Maxi Equipaggio” che noi di Areus auspichiamo possa essere d’esempio per tutti. In attesa del 118, qualsiasi persona, anche non adeguatamente formata, può contribuire a salvare una vita.

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Ultima modifica

28 Agosto, 2026